La famiglia secondo Meconio

Il pasto fluiva lento, tra castronerie, battute che spesso capiva solo lui e trascendenti momenti di pura trivialità; arrivati al caffè (anch'esso immancabile a pranzo od a cena), si avvicinava il momento più temuto: la famigerata chiacchierata!
Era inutile cercare di “scremare” i temi delle discussioni, qualsiasi stratagemma tentassi lui soverchiava tutto e tutti, con la sua scarsa capacità analitica, la sua crassa ignoranza e….quel pizzico di cattivo gusto che non “guastava mai”.
Il peggio di sé lo dava quando riusciva a far precipitare l'argomento su ciò che pensava delle donne e di come sarebbe dovuta essere “quella giusta per lui” (superfluo dire che nessuno lo aveva mai visto fidanzato…parliamo anche del liceo, o accompagnato da qualcuna che non fosse una “cavalla da discoteca”, come lui amava chiamarle).
Dopo tutto il repertorio di bassi improperi con cui epitetava il “genere femminile”, scivolava sul suo cavallo di battaglia, che era la sua, personale e febbricitante, visione della donna giusta per lui: ovviamente bella, giovane (parliamo di 20 anni), iper colta, intelligente e sensibile, assoggettata ad ogni suo imprescindibile volere (compreso lo starsene fuori dai co***oni se lui decideva di uscire la sera o farsi un viaggio chissà dove) e, semmai non ne avessimo abbastanza, accondiscendente al matrimonio ma con contratto pre matrimoniale (in soldoni, questa poveraccia non solo non doveva lavorare ma non avrebbe mai dovuto e potuto avanzare pretese in forma di riconoscimento finanziario scaturito da diritti coniugali) ma il meglio lo ha sempre riservato per la fine del suo sproloquio: il suo IDEALE DI DONNA era la “madre SURRUGATA” ( no, non ho commesso un refuso, proprio “surrugata” e sono stati vani i tentativi di spiegargli che errava; lui non sbaglia mai!), praticamente….”io pago un utero in affitto, lei partorisce e si leva dal ca**o).
Va da sé che, a tali argomentazioni ben poco si potesse controbattere; non restava altro da fare che attendere l'ora del saluto.


Lo so, anche io mi sono sempre chiesto per quale motivo mi ostinavo a frequentarlo…beh, mi reputo un irriducibile ottimista e sognatore, dal profondo del mio cuore ho sempre sperato che, frequentandomi gli avrei potuto fornire un aiuto ad analizzare il mondo con altri occhi ma, anche in questo è riuscito ad aver ragione, mi ha battuto, tradito, dilaniato nell'affetto….ma questo sarà tema di altri racconti.

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