L'infanzia di Meconio - primo aneddoto
Ella si taccia d'essere vera nobildonna, di famiglia aristocratica e d'alto lignaggio; in verità, chi la conosce bene nutre non poche riserve sulle sue origini. Tra i più si vocifera che, sebbene la famiglia fosse giunta ad abitare in un quartiere snob della capitale, essa abbia mantenuto quel certo non so che di…”rustico”, tipico delle famiglie agresti. La peculiarità che fra tutte meglio la contraddistingue è l'incapacità di dire la verità; è talmente falsa da essere capace di sbugiardarsi da sola e, si narra che, in uno dei suoi viaggi con Meconio, arrivati in una valle dell'eco, gridato qualcosa al vento, le sia tornato indietro: “ non è vero..ero..ero…eroo”.
Arida, arcigna, invidiosa ed arrogante, ha passato tutta la sua infelice vita a dannarsi per ciò che non aveva e a dannare l'esistenza di chi le era vicino, Meconio compreso.
Il povero ragazzino, che non brillava d'intelligenza fin d'allora, dalla sua, era caparbio, testardo ed indolente; non c'era occasione che Meconio non provocasse l'ira di Madama Cotica che, dal canto suo, non lesinava in mazzate, strilli, insulti e strattonate e proprio di quest'ultime faceva grande uso, infatti sovente li potevi vedere aggirarsi per le vie del quartiere con lei che trascinava lungo il marciapiede il testardo Meconio, attaccato a peso morto all' artiglio della madre, determinata a terminare il suo amato giro di shopping.








